Approfondimenti

Studio Odontoiatrico
Dott.ssa Rini Maria Sofia e Dott. D'Urso Gennaro

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Prevenire è meglio che curare

Prevenire è meglio che curare è il motto che da sempre regolamenta l’attività di medici e odontoiatri.

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci impone una serie di sacrifici e maggiori attenzioni. Ci ha imposto la scelta di limitare in questi giorni l’attività clinica alle urgenze. Il nostro ottimismo ci fa pensare e sperare che tutto possa passare in fretta, ma ci fa esprimere alcune considerazioni.

Oggi la popolazione guarda con fobia gli aspetti igienici: si lava le mani in continuazione, usa mascherine e guanti… Ieri ne sottovalutava l’importanza, ma soprattutto i costi per una struttura sanitaria. Non voglio sminuire la portata del grave evento, ma da professionista che da sempre ha prestato attenzione agli aspetti preventivi e di tutela (e chi mi conosce o ha frequentato il nostro ambulatorio lo sa), voglio ricordare che molte delle precauzioni adottate oggi quotidianamente, di fatto, erano necessarie anche prima (lavarsi le mani, tossire nel fazzoletto, evitare l’uso promiscuo di bottiglie, bicchieri, non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, pulire le superfici…) e che le strutture sanitarie pubbliche e private, anche prima, avevano regole da rispettare e specifici mezzi e attrezzature da utilizzare, pur se non conoscevamo il Covid-19.

Nei primi giorni di “paura”, prima della chiusura totale dell’Italia, una mia conoscente, assidua frequentatrice di palestre, mi ha espresso il terrore di sottoporsi a terapie, preferendo soffrire, piuttosto che farsi curare. L’ho vista, però, allenarsi utilizzando piccoli asciugamanini ospiti alle mani, imbevuti di non so cosa (con alto rischio di scivolare e magari fratturarsi), amuchina a gogo e poi doccia senza ciabattine in ambiente comune! Ma le verruche esistevano anche prima!
Non voglio banalizzare un pericolo che sta mettendo a dura prova l’intero Pianeta, ma voglio spingere a ragionare, anche per far sì che quanto sta accadendo lasci una traccia di consapevolezza e faccia meditare.

Maria Sofia Rini